CRYBABY
06. Stridere di gabbiani @ In The Summertime 2009
Notte stellata @ Operazione Tutti Al Mare/Scappatella Estiva
Cristiano ha sempre pianto un sacco e Luís ha sempre trovato divertente che le sue fan la credessero una cosa tenera. O meglio: una cosa che, a fronte dell’arroganza incredibilmente irritante con la quale Cristiano prende a testate il mondo intero, fosse in grado di ridimensionarlo un po’, renderlo una persona vagamente normale, uno con delle debolezze, uno a suo modo tenero, un cuore d’oro.
In realtà le lacrime di Cristiano non hanno quasi mai a che fare con niente di “buono”. Cristiano piange di rabbia, di frustrazione e di delusione, ma ogni volta che lo fa è perché è profondamente convinto di essersi visto togliere da sotto il naso qualcosa che credeva proprio di diritto. Perciò, come tutti i bambini viziati, nel momento in cui non può più giocare col giocattolo che voleva, si mette a frignare.
Luís non sa se siano stati i genitori a viziarlo o se piuttosto Cris non si sia viziato da solo man mano che andava crescendo e scoprendosi più bravo, più bello, più talentuoso, più ricco, più furbo e più tutto di tutti gli altri, e per la verità non gli interessa nemmeno scoprire quali siano le matrici di tanta infantile ostinazione. Sa però che è davvero l’unica cosa che odi di lui, l’unica cosa che non riesce a sopportare. I suoi piagnucolii.
Fuori è notte. L’aria profuma di mare – se ne sente anche il rombo, di quel mare, a qualche metro di distanza dal villino che hanno affittato per quelle due settimane di vacanze lontani dal mondo – ed è intrisa dello stridio dei gabbiani, e dei loro tonfi quasi silenziosi sulle acque lievemente agitate, in cerca dei pesci che con la notte e la scomparsa dei turisti si fanno più attivi e si spingono fino al pelo dell’acqua. Il cielo è terso e limpido e carico di stelle come fosse gravido e volesse esplodere in un fuoco d’artificio.
I singhiozzi di Cristiano scuotono e impregnano l’aria immobile e calda della camera da letto. Luís, steso sul letto con un braccio dietro la nuca e l’altro poggiato pigramente sul ventre, sospira profondamente e lo adocchia. La curva della sua schiena è talmente perfetta da sembrare irreale, nella luce azzurrina della notte.
- Cris. – lo chiama, senza nascondere neanche in parte l’irritazione che lo scuote dall’interno, - Piantala adesso.
Cristiano scuote il capo e resta appoggiato alla balaustra del balconcino, il viso rivolto a mare, ma Luís è sicuro non lo stia nemmeno guardando. Quando Cristiano è impegnato a fare rumorosamente sapere al mondo che è molto insoddisfatto di come stanno andando le cose in uno specifico momento della sua esistenza, raramente ha il tempo di accorgersi di qualsiasi altra cosa stia accadendo intorno a lui. E infatti non si accorge della rabbia di Luís, di quel nervosismo profondissimo che ogni volta che s’incontrano e poi si salutano e Cristiano finisce per piangere lo spingerebbe a lasciarlo per sempre. A voler essere completamente sincero, Luís non sa perché continui a tornare da lui, a dirgli sì, a fargliele passare tutte. Forse è vero che un po’ l’ha viziato anche lui.
- Cris. – lo chiama ancora, alzandosi in piedi e raggiungendolo dopo essersi avvolto il lenzuolo attorno alla vita, per evitare spettacoli non richiesti ad eventuali passanti sul lungomare, - Per favore. Non può essere sempre la stessa storia, non impari mai?
- Fanculo. – taglia corto Cristiano, passandosi l’avambraccio sugli occhi per cercare di cacciare via le lacrime, - Non sono io che non imparo, sei tu che sei sempre lo stesso stronzo.
Luís sospira ancora, sollevando le braccia e stringendolo alle spalle, da dietro, poggiando le labbra sulla sua nuca.
- Sono sei anni che andiamo avanti così, Cris. – gli ricorda, parlandogli addosso, - Non so più se chiederti di crescere o di abituarti.
- Sono cresciuto. – ringhia Cristiano, - E quanto all’abituarsi, non puoi chiedermelo affatto. Cosa significherebbe abituarsi ad ogni singola volta che mi lasci? Non amarti più!
- Sei sempre… - si lamenta Luís, stanco, - così melodrammatico. Io non ti lascio mai, Cris, al massimo ti saluto fino alla prossima pausa del campionato, e smetterla di piangere di certo non vorrebbe dire che hai smesso di amarmi, ma solo che-
- Piantala. – lo interrompe lui, scrollandoselo di dosso in un gesto nervoso, - Non voglio starti a sentire e non mi interessa cosa pensi né se ti sei stufato di sentirmi piangere. Questo sono io, d’accordo?!, - aggiunge esasperato, le lacrime che tornano ad affacciarsi sui suoi occhi arrossati, - questo sono io. E basta.
E non c’è poi molto altro che Luís possa dire o fare, perché tutto ciò che poteva dirgli sul punto gliel’avrà già ripetuto un centinaio di volte e non è mai servito a niente, e tutto ciò che poteva fare, be’, anche quello l’ha ripetuto per lo stesso numero di volte, forse anche di più, tutti quei piccoli gesti coi quali prova a farlo sentire tranquillo, sicuro, vezzeggiato, coccolato, amato, il modo in cui se lo stringe contro, il modo in cui gli accarezza i capelli, il modo in cui lo bacia lievemente sulle labbra, tutte queste cose potrà ripeterle ancora un altro milione di volte e non impediranno mai a Cristiano di ricominciare a piangere. Come il ragazzino mal cresciuto che è.
Perciò lo stringe e lo accarezza e lo bacia e Cristiano gli si arriccia contro e continua a piangere, chiedendogli di non andarsene, “solo un’altra settimana, Luís”, “non posso, Cris, Helen, le bambine, non posso”, “un’altra settimana, un’altra sola e basta”, e giù lacrime ancora lacrime sempre lacrime. E Luís non riesce a non ammetterlo, che forse è per quelle lacrime che torna, ogni volta. Per lui e per le sue lacrime.
*
Note. Questa è la mia scappatella estiva per l’Operazione TAM-SE XD C’è da premettere che io, per partecipare ad una cosa del genere, devo per forza barare. Perché non c’è niente al mondo che non scriverei, nelle giuste condizioni XD Ho scritto, scrivo e scriverò perfino het! Quindi non c’è niente che possa dire “poco congeniale” al mio solito modo di scrivere. In questo caso, perciò, la scappatella sta nel fatto che, come dissi a Fae qualche tempo fa sul Twitter, Cristiano Ronaldo era uno dei pochi uomini al mondo (l’unico, in realtà) che non avessi mai slashato con nessuno, uomo o donna che fosse. Sì, c’era una roba con Rooney, ma al di là del canon palese fra quei due Wayne non è esattamente un tipo sul quale si possa scrivere. Per svariati motivi o_ò
Comunque, alla fine è arrivato Luís con le sue dichiarazioni fraintendibili e il suo palese amore (ricambiato) per Cris, e mi sono dovuta arrendere. Anche Ronaldo era slashabile. E infatti l’ho slashato XD
Ah, la questione dell’essere un piagnucolone è assolutamente e deliziosamente canon <3