Lisachan presenta…

It’s just an act!

A “Card Captor Sakura” fanfiction

 

Prima di cominciare... Salve a tutti!!! Vi ricordate di me?^_^ speriamo in bene, come si suol dire^_^. Comunque sono la vostra Lisa preferita (spero)!!! Siete contenti di rivedermi??? Spero di si, perché io sono felicissima di ricominciare a scrivere così presto! Evvai! Sono ispirata!^_^. Ma perché continuo ad aprire le mie fanfiction con discorsi assolutamente folli? Non ne posso più, vorrei tanto essere seria, una volta tanto-_-. Comunque… vi trovate di fronte alla mia più nuova fanfiction! Stavolta su “Card Captor Sakura”. Ormai ho rinunciato a scegliere la mia preferita fra le opere delle CLAMP, ma questo manga mi rimarrà per sempre nel cuore;_;. Come solito in quasi tutte le mie fic, il progetto iniziale di questa storia era molto più spensierato di ciò che poi è diventato, ma sono soddisfatta così. Perché non riesco più a scrivere fic gioiose;_;?

 

1° capitolo

Primavera

 

**

 

Si guardò allo specchio, cercando di scrutarsi nel profondo, attraverso gli occhi. Scorgeva un’espressione del viso che non aveva mai avuto. Forse era solo per via della crescita. Ma quella sua nuova faccia le faceva molta paura.

 

È normale avere un’espressione del genere a tredici anni?

 

Si sedette sul bordo della vasca, chiudendo gli occhi e sospirando silenziosamente.

Il caldo vapore che saliva su dalla vasca non era in grado di riscaldarle il cuore. Il suo cuore era arrivato all’inverno saltando e piè pari tutte le altre stagioni.

Da cosa erano partiti? Perché si erano improvvisamente ritrovati in quel punto nero? Eppure… si, le sembrava di ricordare qualcosa.

Qualcosa come le foglie verdi che frusciavano allegre al soffio del vento.

Rumore di passi veloci ed energici sul marciapiede asfaltato.

Profumo di fiori appena sbocciati, colorati e meravigliosi, aperti al giorno.

Eppure le sembrava di ricordare tre amici che passeggiavano allegramente per un viale in primavera…

**

- Ah… che meraviglia! C’è un tempo splendido!

Sakura si portò saltellando davanti agli altri, sbottonando tranquillamente il primo bottone della camicetta bianca, sotto lo sguardo falsamente distratto di Li.

Tomoyo se ne accorse immediatamente. Era un po’ che lui faceva finta di non vederla mentre il realtà la guardava. E come, la guardava. Sorrise maliziosa, ma non disse nulla.

Tredici anni, la sicurezza della promozione in tasca ed una temperatura adorabile, facevano di quei tre gli adolescenti più felici sulla faccia della terra.

- Ma vi rendete conto? Solo qualche settimana e sarà estate! Sta per cominciare giugno!

- Già, è fantastico, Sakurachan. Ci pensi? L’anno prossimo saremo al liceo!

La ragazzina guardò incuriosita l’amica.

- Mh… io non sono poi tanto emozionata… cosa potrebbe mai cambiare? A parte la scuola, intendo…

- Ma dai, Sakurachan! Non puoi dire sul serio! Andare al liceo è come una dichiarazione di indipendenza!

- Io sono già abbastanza indipendente, Tomoyochan…

Sakura guardò Lì con la coda dell’occhio.

- E tu, Shaoran?

Il ragazzo alzò gli occhi spaventato, come fosse stato preso alla sprovvista.

- Ah, cosa io chi?

Lei sorrise, divertita.

- Che reazione! Intendo, sei felice di andare al liceo?

- Uhmpf… non mi fa alcuna differenza…

Sakura sgranò i suoi grandi occhioni verdi con stupore reale.

- Nessuna differenza?

Poi sorrise di nuovo.

Li la guardò. Quella ragazza non era preoccupata da nulla. Nulla. Assolutamente. Viveva la sua vita nella gioia più assoluta, nonostante i continui casini con le Clow Cards.

Questo lo affascinava da morire. E gli portava anche un terribile fastidio.

Perché lui non era mai stato così. Non particolarmente incazzato, o preoccupato da ciò che lo circondava… ma mai, assolutamente MAI gioioso e spensierato. Era un concetto che gli sfuggiva continuamente.

E lui amava Sakura Kinomoto per questa alchimia tra invidia ed ammirazione che riusciva, ogni volta un po’ di più, ad incantarlo.

E mentre le vedeva, lei e Daidouji, continuare a camminare scherzose ed allegre, non riusciva a fare altro che osservare tacendo la meraviglia che esprimevano in ogni gesto.

**

Quella sera aveva chiesto il permesso a suo padre di rimanere a casa da Tomoyo per la notte.

ADORAVA stare a casa da Tomoyo per la notte.

Lei aveva un casa bellissima e grandissima, con un letto talmente morbido da sprofondarci dentro completamente. Non si pensava più, immersi in quel lettone. E poi… Tomoyo aveva un ottimo profumo.

Si conoscevano dalla nascita, dormivano insieme e non avevano alcun problema a farlo. E dormendole accanto, alla fine se n’era accorta. Tomoyo profumava di buono. Un profumo rilassante e dolce. Bellissimo. Era balsamo per l’anima, stare accanto a lei.

Quella ragazza aveva lo straordinario potere di renderla *veramente* tranquilla. Una tranquillità incrollabile.

Per questo adorava stare con lei.

- Allora, Sakurachan, andiamo a letto?

Lei annuì, scorrendo con lo sguardo la sua figura dolce nella camicia da notte lillà.

**

Tomoyo guardò fuori dalla finestra con poca attenzione.

Non le interessava molto che fuori stesse piovendo, o che l’acqua si infiltrasse da sotto li stipite delle porte a vetro del balcone.

Infatti, non si alzò nemmeno per prendere uno straccio. Semplicemente guardava la pioggia e pensava e ripensava al suo ultimo ricordo del sole.

Il suo ultimo ricordo del sole era stato in una giornata di fine maggio, dopo la scuola.

Ed il suo ultimo ricordo di una serata piacevole era stata quella stessa giornata, quella stessa sera, a casa sua, poco prima di andarsi a coricare con Sakura al suo fianco.

Sakura.

Non più Sakurachan, eh?

Chiuse gli occhi e tentò di ricordare.

**

- Senti Sakurachan, dormi già?

- No…

Disse Sakura ruotando tra le coperte e voltandosi verso l’amica.

- Allora ti va di parlare un po’? Non ho sonno…

Sorrise, socchiudendo i grandi occhi verdi.

- Neanche io ho molta voglia di dormire…

Ed era stato allora che Tomoyo le aveva fatto quella domanda.

- Ti piace ancora Yukito?

Ragazzi. Tra loro non si parlava mai di ragazzi. Non era un argomento tabù, semplicemente… non erano solite farlo. Tomoyo non le aveva mai chiesto una cosa del genere. E questo la spiazzò.

- C-Cosa? Ma… ma che mi chiedi???

- Dai, a me puoi dirlo…

Tomoyo le si avvicinò un po’, sguardo malizioso.

Era una sguardo che ogni tanto le riconosceva in viso. Lo sguardo di quando si metteva in testa qualcosa di poco raccomandabile. Lo stesso sguardo che aveva quando le aveva annunciato che sarebbe stata lei a cucirle i vestiti per combattere e che l’avrebbe filmata ad ogni azione.

- Bè… si… mi piace…

L’amica spalancò gli occhi.

- Ma come la metti allora con Shaoran?

Incredibile. Sakura sembrava VERAMENTE stupita.

- Scusa, che c’entra ora Shaoran?

La mora si diede una leggera pacca sulla fronte.

- Santo cielo…

Sussurrò.

- Allora mi stai dicendo che Li Shaoran non ti interessa minimamente?

- Ma… no, Tomoyochan! Ma come ti viene in mente??? Bah…

- Nemmeno un pochino?

- No!

- Nemmeno una speranza???

- Ti dico di no, Tomoyo, basta!

- Ok, ok, non ti arrabbiare…

Poggiò le testa sul cuscino, sentendo Sakura voltarsi dall’altro lato e coprirsi bene con il lenzuolo. Voleva chiaramente dire basta con i discorsi.

Eppure… eppure le balenò un’idea in mente. Un’idea che le sembrò più innocente di quanto in realtà non fosse.

Forse avrebbe dovuto pensarci meglio, prima di pronunciare quelle parole. Sicuramente avrebbe dovuto pensarci più a lungo. Ma non lo fece. Perché era notte, e perché ancora le sembrava tutto così facile…

Si piegò nuovamente su un fianco, avvicinandosi a Sakura.

- Il fatto che non ti piaccia… mi fa felice. Perché invece a me interessa. Volevo solo chiederti se non ti dispiaceva che io gli chiedessi di diventare il mio ragazzo…

La sentì chiaramente irrigidirsi.

Sakura non rispose. Fece finta di dormire, e si raggomitolò stretta in posizione fetale.

**

Lì si distese sul letto, cercando sul soffitto un punto fisso dove guardare, per non farsi trascinare troppo dai pensieri.

Scoraggiato, dopo cinque minuti chiuse gli occhi.

 

Gli mancava tutto, del periodo in cui erano ancora tre amici inseparabili. Tutto.

Tutte cose che non esistevano più.

Perché? Per una stupidaggine.

Come? Nella maniera più facile.

Quando? Nel momento meno adatto.

Fra chi? Fra persone che ne avrebbero fatto volentieri a meno.

 

Si sentiva vuoto. Vuoto e triste. Pieno di uno stupore che ancora non gli era passato; che ancora, nonostante il tempo, nonostante le parole, nonostante tutto, riaffiorava fra i suoi ricordi ogni volta che ripensava a quella strana mattinata di maggio. Una mattina in cui sembrava che anche il tempo avesse deciso di prendersi una pausa dalla primavera.

Nuvole, cielo grigio, vento freddo.

La mattinata in cui, davanti agli occhi di tutti, per le orecchie di tutti, ma soprattutto alla presenza di Sakura, Tomoyo gli si era avvicinata, e lo aveva guardato con l’espressione più innocente del mondo. Gli si era avvicinata, lo aveva guardato, gli aveva parlato.

- Shaoran, ti andrebbe di diventare il mio ragazzo?

 

**

 

Dall’autrice… Yuppi! Dopo più di una settimana ecco uscito il primo capitolo!!! Assurdo… non è neanche tanto lungo, ma ci ho messo tantissimo a scriverlo. Forse perché ho avuto tantissimo da fare… comunque! Ah, nel caso ve lo stiate chiedendo, Mei Lin non c’è perché mi è sempre stata sullo stomaco, e siccome nel manga non c’è neanche una traccia di lei ho pensato che non sarebbe stato poi così sconvolgente farla sparire.