Note iniziali: Lo sapevamo che prima o poi sarebbe successo. Lisachan e anachan87 hanno finalmente deciso di scrivere una fanfic a quattro mani.  Che il dio del fangirling sia con voi.

E raccomanda di leggere attentamente le note finali.

 

 

 

Miles Away

 

 

 

- Prologo -

 

 

Cerco di concentrarsi sulle nuvole.

Le nuvole avevano un aspetto rassicurante. Bianche, tondeggianti, morbide. Solo a guardarle ci si poteva sentire molto più calmi, più rilassati, quasi felici. Ecco, sì. Sì. Se puntava gli occhi su quella bianca, bianchissima, a forma di patata perfettamente ovale – o pallone da rugby? Non era mai stato un genio dello sport, nonostante il corso di karate che, da piccolo, aveva frequentato con…

…no, meglio non pensarci.

Il suo cervello era già abbastanza sovraccaricato dal pensiero di doverlo rivedere. Non era necessario aggiungere anche il pensiero di lui in quanto lui. Decisamente.

La nuvola, dicevamo.

La patata ovale.

Il pallone da rugby.

Chi per loro, insomma.

Certo che le nuvole erano creature affascinanti…

…cioè, non erano creature. Avrebbe dovuto trovare un termine migliore per definirle.

Mordicchiandosi l’interno della guancia, faticò a trovarne uno, perciò lasciò perdere. Erano comunque cose parecchio affascinanti. Davano tanto l’idea di essere degli enormi cuscini comodi sui quali adagiarti senza pensieri dopo una giornata sfiancante… e invece, se qualcuno avesse realmente provato a distendersi su una di quelle enormi masse d’aria, non solo avrebbe provato tanto di quel freddo che si sarebbe sentito ghiacciare fin nelle ossa, non solo avrebbe corso il rischio d’essere attraversato da parte a parte da una potentissima scarica elettrica, ma invece di ricevere l’abbraccio caldo e confortante dei cuscini di quelle gigantesche finte poltrone si sarebbe anche trovato a galleggiare precariamente nell’aria, in attesa di schiantarsi al suolo.

Le nuvole non avevano pietà.

Esattamente come i ricordi.

I ricordi erano dannatamente uguali alle nuvole. Così amichevoli e dolci quando li intravedevi da lontano affacciarsi fra le pieghe della mente e dei sogni ad occhi aperti… così duri e spiacevoli quando ti decidevi ad avvicinartici e guardarci dentro.

I ricordi, come quasi tutti i bauli antichi delle case delle nonne, possedevano sempre un doppio fondo. C’era quello che vedevi col primo colpo d’occhio, che era quasi sempre delicato e semplice e nostalgico e terribilmente piacevole. E poi c’era quello che sentivi quando allungavi la mano per afferrarlo in un pugno.

E quello era duro.

Spigoloso.

E doloroso.

Sempre, sempre, sempre.

Lasciarsi andare contro una nuvola e lasciarsi andare ai ricordi potevano essere entrambe attività mortali. Praticamente allo stesso livello. Anche se si trattava di morti diverse.

Il segnale che avvisava i gentili passeggeri di allacciare le cinture di sicurezza si accese, e fu presto seguito dalla voce suadente e vagamente smorfiosa di un’hostess, che informava tutti che l’atterraggio si sarebbe svolto nel giro di una quindicina di minuti, come previsto e in perfetto orario.

Tom ubbidì al segnale e alla signorina, strinse la cintura in vita e si aggrappò distrattamente con le mani ai braccioli del proprio sedile.

Lanciò un altro sguardo alle nuvole e provò ad immaginare come sarebbe stato passarci dentro.

 

 

Quando, dopo un quarto d’ora, l’aereo uscì dall’area di turbolenza e si diresse punta in basso verso la pista d’atterraggio, Tom ebbe la sua risposta.

Passare in mezzo alle nuvole faceva schifo.

Esattamente come passare in mezzo ai ricordi.

 

 

- Fine prologo -

 

 

Note finali:

Questa storia nasce, tanto per cambiare, su MSN.

Le due autrici stavano allegramente chattando, quando Ana è venuta a conoscienza di una fanfic AU dove i gemelli Kaulitz non sapevano di essere gemelli.

In teoria non ci sarebbe stato niente di strano, se non fosse stato che si trattava della quarta fanfic in tre giorni con quel tema (Ana precisa che non sta parlando di plagi, tutte quante le fanfiction sono diversissime tra di loro, solo che in tutte i gemelli non sapevano di essere gemelli).

Quindi nella finestra della conversazione apparve la frase che provocò la tragggggedia.

“Ma perché nessuno scrive un AU dove i gemelli sanno di essere gemelli ma si odiano?”

E il danno è stato fatto.

Lisachan aveva imprecato in tutte le lingue possibili, perchè Ana, per l’ennesima volta, le ha fornito l’incipit per una nuova fanfiction... peccato che l’amata liz per ora sia già impegnata con altre dieci (se non di più) storie da seguire.

La cosa peggiorò ulteriormente quando nell’arco di dieci minuti, Ana se ne era uscita con l’intera base per la storia.

E crollò definitivamente quando annunciò: “La scriviamo a quattro mani?”

Fu così che nacque Miles Away.

Bene, ora che sapete come è nata diamo alcune precisazioni.

Non conosciamo nessuno dei personaggi reali che compaiono in questa fanfiction (purtroppo).

Non intendiamo offendere nessuno, tutte le vicende sono inventate (dopotutto stiamo parlando di un AU) e scritte per puro piacere personale (e per puro masochismo visto che una delle autrici non ha tempo per scrivere mentre l’altra il tempo ce l’ha, ma non ha la voglia di scriverla tutta da sola).

Ora, una nota importante sulla pubblicazione della storia.

L’intera trama a grandi linee è decisa.

Sappiamo la cronologia e come si svolgerà, dobbiamo giusto aggiungere un paio di ritocchi e mettere giù i capitoli.

Il primo capitolo (già scritto) lo posteremo tra circa tre, quattro settimane (quindi evitate di scrivere Aggiornate presto, perché non succederà così presto).

Tale decisione è stata presa per una ragione.

All’inizio pensavamo di pubblicarla quando sarebbe stata conclusa.

Se non fosse che Ana è stata improvvisamente colpita da una strana paranoia sul fatto che qualcuno, nel frattempo, potrebbe scrivere e pubblicare una fic dove i gemelli si odiano XD (è cretina, perdoniamola) (e liz aggiunge un’efficacissima minaccia: non vi azzardate a pubblicare una fanfic simile a questa, perché altrimenti il dio del fangirling maledirà voi e la vostra genia per i secoli dei secoli a venire!) (e Ana aggiunge che col dio del fangirling non si scherza, e lo scoprirete nella prossima fanfic di liz XD).

Quindi le opzioni erano due:

- postare il prologo e il primo capitolo nell’arco di pochi giorni per poi lasciare la fic per settimane senza aggiornamento

- postare ora il prologo e tra qualche settimana il primo capitolo, lasciando poi il secondo (che nel frattempo dovrebbe vedere la luce) da pubblicare più o meno ad una stessa distanza di tempo.

Abbiamo reputato che la seconda scelta sia la migliore.

Quindi, grazie per avere letto fino a qua e arrivederci tra qualche settimana.

Capitolo 1