MILES AWAY
MISSING MOMENTS
#4. I AM BY YOUR SIDE... JUST FOR A LITTLE WHILE
- Biiill… - si lamentò Tom, cercando di rimettersi seduto compostamente, ma
rinunciando subito, stregato dalla morbidezza del divano, e lasciandosi perciò
andare disteso a pancia in giù. – Torna qui, dai…
- Nella maniera più assoluta! – continuò a strepitare il moro, dirigendosi
svelto verso il balcone. – Cioè, non so se ti rendi conto. Ti dico “affitta un
film per stasera” e tu ti presenti con questo!
Tom allungò una mano verso il tavolino e recuperò la confezione del DVD,
rigirandosela fra le mani.
- Be’, questo è un film.
- No, questa è una vaccata! – preciso Bill, incrociando le braccia sul
petto. – Non so se ti rendi conto, un pacco di serpenti che esplode su un
aereo?! Prego?!
- Avaaanti… - continuò a mugolare Tom, rotolandosi sul divano come stesse
soffrendo enormemente, - È un action-movie, non puoi mica cercargli dei perché
logici…
- No! – insistette Bill, adirato, - Ma mi aspetterei almeno un minimo di… di
grazia! E invece guarda qui, il disastro! Il film comincia, escono fuori i
serpenti e come cominciano a morire le persone…?
- Per i morsi velenosi…? – suggerì Tom, sollevando le sopracciglia,
interrogativo.
- Sì, ma hai visto dove li hanno morsi?!
Tom decise finalmente che era il caso di mettersi a sedere e fronteggiare la
palese crisi di nervi che stava cogliendo il proprio fratello.
- Sul cazzo. – dichiarò gelido, incrociando le dita sulle ginocchia, mentre
osservava Bill rabbrividire e farsi rigido come il tronco di un albero, - E
sulle tette. – aggiunse poi, annuendo come a darsi ragione da solo. – Quindi?
Cos’è che ti sconvolge tanto? Non riesco a capire… - confessò, vagamente
perplesso.
Bill rimase in silenzio per un po’.
- Avanti, torna qui. È la nostra ultima sera insieme...
- E tu vuoi passarla guardando un film.
- Bill, quella è stata una tua idea.
- Sì, ma non sapevo che avresti scelto un’assurdità come Snakes On A Plane!
Tom si alzò a sedere, battendo il palmo della mano sul posto vicino.
- Su, torna qua, tanto il film non dura molto. E poi il mio aereo parte alla
sera, quindi non c’è bisogno di svegliarsi presto.
Il moro sospirò e si lasciò cadere vicino al fratello, posandogli la testa sulla
spalla.
- Spero almeno che non succeda qualcosa di tragico...
- No! Questo è
troppo! – sbraitò poco dopo, alzandosi di scatto e dirigendosi, di nuovo, verso
la porta del balcone.
- Bill... – Tom lo guardò sorpreso, con le sopracciglia inarcate – Cosa diamine
è successo ora?
- Lo ha morso! – rispose il moro, indicando lo schermo, come se quello fosse
stato la causa del male assoluto.
- Beh, non è il primo in questo film ad essere morso... – rispose il biondo con
una scrollatina di spalle.
- Ma è un bambino! – sentenziò Bill, battendo un piede per terra.
- I serpenti sono animali bastardi, che non guardano l’età anagrafica della
vittima... – ribatté l’altro con aria saggia.
Bill digrignò i denti e strinse i pugni.
- Il fratello maggiore doveva proteggerlo! – disse duramente, con aria di
rimprovero.
Tom socchiuse le palpebre, sospettoso.
- Non è colpa dei fratelli maggiori se i fratelli piccoli sono idioti. – disse
sicuro.
Bill si prese un secondo.
- Mi stai dando dell’idiota? – chiese infine, fissandolo astioso.
- No, Bill. – rispose Tom sospirando.
- Anche perché – motivò il moro, gesticolando animatamente, - l’unico essere
idiota in questa stanza sei tu. Guarda che razza di film hai affittato!
- Se lasciavo fare te mi ritrovavo come minimo una cazzata tipo Arthur e i
Minimoy!
- Ma se quella storia piaceva anche a te!
- Biiiiiiiiiill, la vuoi piantare?!
- Certo che la pianto, vado a piantarmi sul balcone, così almeno il fratello
piccolo idiota si leva dai coglioni! – disse deciso, lanciandogli
un’occhiataccia delusa prima di uscire all’esterno, sbattendosi la porta a vetri
alle spalle e rischiando di scheggiarla.
So kiss me
goodbye,
Honey I’m gonna make it up alive...
Tom sospirò e
spense il DVD, zittendo la colonna sonora che accompagnava i titoli di coda.
Si alzò, recuperando il plaid che giaceva a metà per terra. Si fermò davanti
alla porta del balcone e guardò fuori.
Bill era seduto sulla sedia a sdraio, un braccio impegnato a stringere le
ginocchia mentre l’altro giocava con una delle svariate collane che possedeva e
che in quel momento portava al collo.
Chiuse delicatamente la porta e si avvicinò al fratello, cercando di mettersi
seduto tra lui e lo schienale, cosa alquanto difficile visto l’ostacolo dei suoi
pantaloni perennemente troppo larghi.
Abbracciò Bill intorno alla vita e si sdraiò, rilassandosi contro lo schienale,
trascinandosi dietro il fratello, che si lasciò tirare come fosse stato una
bambola di pezza.
- Non hai freddo? – gli chiese, inclinando la testa fino ad appoggiare il mento
sulla sua spalla.
- Un po’... - ammise lui, avvicinando la guancia a quella del fratello.
Tom prese la coperta lasciata sul bracciolo e coprì entrambi, incrociando le
braccia sopra il tessuto e imprigionando il moro in una stretta forte ma
comunque delicata.
- E’ finito il film? – si arrese Bill con un sospiro.
- Sì. – rispose con un risolino.
- E sono riusciti ad atterrare?
Tom ridacchiò ancora.
- Sì. Mi fa piacere che ti preoccupi…
Bill sbuffò con disappunto e si strinse nelle spalle, vagamente imbarazzato.
Aspettò ancora qualche secondo, prima della domanda successiva.
- Tommy si è salvato? – chiese, staccandosi da Tom e guardandolo negli occhi.
- Sì, - rispose Tom con un sorriso sereno, - gli hanno dato l’antidoto giusto. E
sai come hanno fatto a trovarlo?
- Come?
- Il fratello ha fatto un disegno del serpente che l’aveva morso.
- Quindi i fratelli maggiori servono a qualcosa! – lo prese in giro Bill con un
sorrisetto furbo.
- I fratelli maggiori hanno il compito di far sentire a proprio agio i fratelli
minori. – ribatté Tom, per nulla turbato dalle sue insinuazioni.
Bill rise appena, increspando le labbra.
- Tom... – sussurrò lievemente nel buio.
- Dimmi.
- Io sono a mio agio. – ammise. E, senza dire altro, si sporse verso Tom e lo
baciò.
Un bacio che durò poco, ma che riuscì comunque a creare una strana atmosfera.
La brezza marina, la notte scura, l’aria troppo fresca... sembrava che tutto
fosse così per loro due. Tom socchiuse gli occhi.
- Bill... – sussurrò, in un soffio appena udibile.
Bill si limitò a mugugnare, incitandolo ad andare avanti.
- ...devo dirti una cosa. – continuò quindi, mentre un braccio risaliva su per
la spalla del moro.
- Dimmi...
- Io... - il braccio continuava a sfiorare la pelle di Bill al di sopra la
maglietta, facendogli provare strani brividi di piacere. Cosa voleva dirgli Tom?
- Tu... – cercò di spronarlo, parzialmente divertito da tutta quell’esitazione.
- Io... – Tom guardò Bill negli occhi. Erano sempre gli stessi occhi. Uguali ai
suoi. – Io mi sto fottutamente congelando le dita delle mani! – e dicendo così
ficcò la mano nel colletto del fratello, premendo i polpastrelli gelati nella
pelle morbida e calda di Bill.
- Tooom! – ululò Bill, balzando in aria, girandosi su sé stesso e fissando il
fratello, che tratteneva a stento le risate. – Mi hai fatto prendere un infarto!
– disse, mentre si portava una mano sul collo, nello stesso posto dove le dita
del biondo erano state premute.
L’espressione di Tom, però, mutò immediatamente. Bill si sentì a disagio,
qualcosa dentro di lui sapeva che questa volta Tom non stava fingendo. Il
suo sguardo era cambiato e stava fissando il fratello con una strana espressione
negli occhi.
Bill deglutì, rendendosi conto soltanto in quel momento della strana posizione
nella quale erano rimasti. Era finito seduto sopra Tom, con le mani del biondo
che lo stringevano sui fianchi e il suo sguardo... quello sguardo…
- Tom... – deglutì di nuovo.
Il rasta alzò una mano, sfiorandogli il collo e facendogli correre un altro
brivido lungo la schiena, e questa volta i polpastrelli freddi c’entravano ben
poco.
- Cos’hai qui? – chiese Tom, alzandosi un po’ per vedere meglio la collana che
Bill aveva intorno al collo.
E improvvisamente il viso di Bill diventò rosso fuoco e sentì le guance bruciare
dall’imbarazzo.
- Bill, ma questa è...
Il moro nascose il viso tra le mani, sbraitando un – Non dovevi vederla, ora mi
prenderai in giro a vita, lo so. Dannazione!
Tom prese delicatamente le mani di Bill e lo spostò per poterlo guardare negli
occhi.
- Ti sei comprato una collana con il ciondolo a forma di T?
Bill lo guardò, le guance ancora arrossate, mentre annuiva mordendosi il labbro
inferiore.
Tom sorrise e tirò il fratello verso di sé, bloccandolo di nuovo in un
abbraccio.
- Non c’è bisogno di vergognarsi, è una cosa carina. – disse sfiorando la fronte
del moro con le labbra.
Bill lo guardò, sorpreso.
- Davvero non hai intenzione di prendermi in giro? – chiese, alzando la testa
per guardarlo meglio.
- Te lo giuro. Anzi, mi sa che mi cercherò anch’io una collana con la B, che ne
dici? – chiese divertito, mentre Bill continuava a guardarlo stupito.
- Aspetta un secondo… - disse lui, staccandosi dal biondo e iniziando a cercare
qualcosa nei pantaloni dei jeans.
Tom lo guardò sorpreso.
- Bill, se continui a strusciarti così giuro che non mi prendo la responsabilità
per eventuali reazioni del mio corpo. – annunciò ironico.
Il moro lo guardò con gli occhi sbarrati, mentre il rossore tornava ad
impadronirsi del suo viso.
- Tu sei malato! – esordì, mentre toglieva la mano dalla sua tasca, nascondendo
qualcosa nel pugno.
Tom sorrise.
- Io userei un altro aggettivo che finisce con –ato, - rispose Tom, annuendo
come a darsi ragione da solo. - Comunque... cos’hai lì? – chiese, allungando il
collo, cercando di vedere meglio il contenuto della mano del fratello.
Bill lo guardò, pensieroso.
- Prometti di non ridere?
Tom sospirò.
- Te lo giuro... di nuovo. – concesse in un sospiro rassegnato.
Bill si sdraiò sopra di lui, nascondendo il viso sul suo petto mentre apriva la
mano di fronte al suo viso.
E Tom sorrise di nuovo.
- È per me? – gli chiese, accarezzandogli i capelli con una mano, mentre con
l’altra prendeva la collana dalla mano di Bill. Era uguale a quella che il moro
teneva intorno al collo. L’unica differenza? Il ciondolo, ovviamente. Era una B.
Bill annuì, stringendosi ancora di più contro il fratello.
- Grazie... era proprio come la volevo. – disse divertito Tom, mentre Bill lo
colpiva con un pugno al petto e mormorava un ‘idiota’ tra i denti.
Passarono alcuni minuti così, semplicemente abbracciati, sotto la coperta di
plaid.
- Bill... – sussurrò Tom, accarezzando i capelli del moro.
- Mh? – mormorò in risposta lui.
- Dovresti spostarti... – disse piano il biondo.
- Perché? – domandò, affondando la testa ulteriormente nel collo del fratello.
- Perché vorrei mettermi la collana... e poi... be’, anch’io ho una cosa per
te...
Bastarono quelle cinque semplici parole per far balzare in aria Bill,
trasformandolo improvvisamente in un bambino di cinque anni.
- Per me? Un regalo? Mi hai preso un regalo, Tomi? Cos’è? Dai, dammelo! Lo
voglio!! Oddio, mi hai fatto una sorpresa! Non ci credo!
Tom sbuffò, mentre riusciva finalmente ad agganciare la collana.
- Aspetta che devo trovarla... – mormorò iniziando a tastarsi le tasche, alla
ricerca della famigerata sorpresa.
- Trovata! – esordì poco dopo, tirando fuori una bustarella in carta bianca.
Bill guardò la bustarella e una strana smorfia comparve sul suo viso.
- Tom... - disse shockato, - Hai ricominciato con la roba?!
Tom lo guardò, annoiato.
- Ti ho già detto che non ne ho mai usata!
- Lo so. - fece Bill mostrando la lingua, - Stavo scherzando... cos’è?
Tom aprì la bustarella e fece cadere il suo contenuto su una mano, per poi
porgerlo al fratello.
Lo sguardo di Bill si illuminò all’improvviso.
Sulla mano di Tom spiccavano due anelli uguali. Erano neri, uno dei bordi era
liscio, mentre l’altro ondulato, e si incastonavano perfettamente l’uno con
l’altro.
- Uno per ciascuno? – chiese il moro guardando il fratello, mentre un sorriso
sincero illuminava il suo volto.
Tom si limitò a sorridere ed annuì, prendendo un anello e mettendolo sul pollice
destro di Bill.
Il moro sorrise e, a propria volta, mise l’anello sullo stesso dito del
fratello.
E poi gli saltò in braccio, stringendosi forte a lui.
- Spiegami di nuovo perché non possiamo frequentare la stessa scuola. – mormorò,
mentre una vena di malinconia colorava la sua voce.
Tom gli accarezzò la schiena e sospirò, - Perché cambiare scuola all’ultimo anno
è praticamente un suicidio, tu non sai l’inglese e io devo continuare con il
programma di riabilitazione.
Bill gli puntò lo sguardo addosso.
- Pensavo che i tuoi problemi fossero finiti... insomma... ci siamo chiariti,
no?
- Sì ma il nostro chiarimento non cancellerà le ore che mi sono rimaste da fare
in comunità.
Bill corrucciò la fronte e mise su la sua tipica espressione da cucciolo
bastonato.
- Quando ci vedremo la prossima volta? – chiese, inarcando le sopracciglia verso
il basso.
- Per Natale probabilmente.
- Ma Natale è lontano... – si lamentò, quasi uggiolando.
- Le vacanze estive lo sono ancora di più.
Bill sospirò, giocando con le dita sulla maglietta di Tom.
- Mi mancherai... – confessò in un sussurro.
- Anche tu... – rispose lui, sorridendo teneramente.
Si strinsero in un altro abbraccio.
- Bill... sai che ho affittato un altro film?
Il fratello sollevò lo sguardo su di lui, sorpreso.
- Davvero? – chiese curioso, - Quale film?
Tom sorrise, stringendosi furbamente nelle spalle.
- Arthur e i Minimoy.
Note finali di Ana
Ma ciaooooooooooo
*-*
Voi non potete nemmeno immaginare quanto sia felice di scrivere queste note.
Primo perché ciò significa che sono a casa mia, davanti al mio pc (ignoriamo il
fatto che tra 8 ore devo prendere il treno, ok?) e già di per sé è una bella
cosa.
Secondo perché ciò significa anche che il quarto Missing Moment è concluso *___*
Ci abbiamo impiegato ‘soltanto’ due settimane.
Che dire? E’ il primo MM sul quale metto le mani O.O nel senso, che fino ad ora
è stata liz a scriverli, io mi limitavo a dettare ordini via MSN, questa volta
invece... mwahuaz ho pigiato pure io i tasti (si diverte con poco, compatitela
NdParteFunzionanteDelCervelloDiAna).
Vi chiedo scusa per eventuali problemi di carie o diabete, io stessa ho avuto
seri problemi a scriverlo... semplicemente non volevano essere meno dolci, quei
due basta...ehm...
Riguardo il film: Snakes on a plane è veramente un film assurdo. Cioè se ve lo
guardate come film horror rimarrete MOLTO delusi, ma se lo guardate come
qualcosa di demenziale andrà più che bene.
La colonna sonora che viene nominata nel MM è
Snakes on
a plane (bring it)
ed è cantata dai Cobra Starship con la collaborazione dei Gym Class Hero, una
band svedese della quale scordo sempre il nome e dei The Academy Is.
E visto che li ho nominati, faccio un piacere ad alcune di voi (Lemmie, Jen, chi
altro?XD) nominando il cantante – William Beckett, chiamato anche Bill (ridiamo
tutte insieme, grazie XD), che è veramente un bel figliuolo (lo so che ha dei
capelli strani, ma quella è una cosa che hanno in comune tutti i cantanti della
Fueled by Ramen *annuisce convinta*) e poooooooooooi devo dirlo ASSOLUTAMENTE.
Jen mi ha fatto scoprire la band grazie ad una canzone, Everything we had,
dicendomi: Mi ricorda Miles Away... e porca eva, aveva ragione O_O
QUA
potete ascoltarla, vedere il video (e William).
Ora, parliamo un po’ anche del titolo: I am by your side, just for a little
while... penso non ci sia bisogno di specificare DA DOVE esce fuori, neh?
Visto che oramai il weekend è passato parlando di questo video (massì,
ridiciamocelo... è stupendo *___* devo metterlo sull’iPod che non sopravvivo due
settimane senza O__O) ho pensato che sarebbe stata un’idea carina metterla... e
poi, come i Tokio Hotel hanno fatto il video per le fan tedesche, facendo capire
che loro comunque ci sono; così io e liz vi abbiamo mostrato che comunque ci
siamo (ma che razza di frasi contorte scrivo?) infatti non appena sono tornata
abbiamo fatto un MM, contente vero?
Non so quale sarà il prossimo MM, abbiamo troppe idee in testa, io so che non
appena sarò scazzata mi metterò a scriverne uno ‘ispirato’ ad una mia
disavventura per puro gusto di sfogarmi U.U
Ok, ora la smetto che sto ciarlando troppo XDDDD