NO EXCUSES
Gli lasci scorrere addosso le mani sentendo la sua pelle umida scivolare sotto i
tuoi polpastrelli quasi senza attrito. Sa ancora di sudore, dell’erba del Camp
Nou e del tessuto delle maglie da allenamento. Sei quasi certo che, se avessero
un odore, la sua pelle saprebbe anche delle incitazioni del mister, delle urla
dei pochi tifosi che sono riusciti ad intrufolarsi allo stadio per osservare
l’allenamento, delle risate di Boji e Gerard e di Viva La Vida riproposta
volta dopo volta dopo volta dagli altoparlanti disseminati un po’ ovunque, per
l’unica soddisfazione di Guardiola e di pochi altri.
A te i Coldplay non piacciono. Non è che li odi, solo che non ti dicono niente.
E non sei ancora abituato ad allenarti a ritmo di musica, quando tutto ciò che
scandiva i tuoi salti e i tuoi scatti e le tue corsette di riscaldamento a
Milano era la voce profonda e un po’ strascicata di José, uno, due, tre,
salta Ibra.
- Zlatan… - chiama Leo a bassa voce, contorcendosi sotto le tue dita
mentre stringi piano la sua erezione, massaggiando lentamente, - Di più…
Sorridi e ti chini a sfiorargli il collo con le labbra, sentendo il suo respiro
crescere un bacio dopo l’altro, e tutto quello che pensi è che il sapore non è
lo stesso, la consistenza non è la stessa, il colore non è lo stesso, la grana
non è la stessa, nemmeno il suono della voce che ti chiama è lo stesso, come non
è uguale la sensazione che provi entrando dentro di lui e scavandoti a fatica
uno spazio fra le sue gambe, cercando di replicare quello che avevi un tempo e
che avevi finito per considerare un tuo diritto, salvo poi osservarlo
dissolversi nel niente appena hai messo un piede fuori dal regno dell’unico
sovrano dal quale tu abbia mai accettato di lasciarti sottomettere nel corso
della tua intera esistenza.
Ti accasci contro di lui e Lionel gioca con le dita fra i tuoi capelli,
solleticandoti la nuca.
- È stato-- - accenni incerto, e cerchi le parole, - bello, ma-
- Ma non sei lui. – completa Leo per te. Lo senti sorridere appena contro
una guancia, ma non interrompe la carezza. Chiudi gli occhi. Non gli chiederai
scusa, speri che capisca che vorresti e se lo faccia bastare.