MILES AWAY
CHRISTMAS SPECIAL
- Porn (Fluff)
Is What We Aim For -
.epilogo.
»This is the
reason why your headache didn't go away: That's actually pronounced analgesic,
not anal-gesic. Sir, the pills go in your mouth.«
Bill rise alla
battuta del dottor Turk, mettendosi più comodo contro la schiena del gemello.
Era la penultima sera dell'anno, Simone e Gordon erano andati all'annuale cena
della Galleria mentre i ragazzi erano rimasti a casa per una serata a base di
pizza e tv. Era mezzanotte passata e si erano ritrovati sdraiati sul divano, a
guardare i dvd di Scrubs con due cartoni di pizza avanzata sul piccolo tavolino
davanti a loro.
Tom si era
addormentato poco prima, Bill l'aveva capito quando la presa del braccio intorno
alla sua vita si era fatta più leggera e grazie anche al lieve russare che
ritmicamente risuonava nel suo orecchio.
La serratura della
porta scattò e il moro allontanò velocemente la mano da quella del gemello sulla
quale era rimasta appoggiata fino a quel momento.
Allungò il collo
all'indietro, salutando con un sorriso la madre che era appena entrata in
soggiorno mentre si toglieva il cappotto.
»Siete ancora
svegli voi due?« chiese divertita, spostando gli scatoloni della pizza e
sedendosi sul tavolino di fronte a Bill.
»Io sì, Tom è
crollato poco fa.« bisbigliò il moro, cercando di nascondere uno sbadiglio.
Tom si mosse nel
sonno, nascondendo il viso nella nuca del moro e rafforzando inconsciamente la
presa intorno al gemello, portandoselo più vicino e facendolo arrossire visto lo
sguardo che la madre stava rivolgendo ad entrambi in quel momento.
»Sai, non so quale
fosse stata la ragione, ma sono felice che abbiate fatto pace. È bello rivedervi
di nuovo insieme, non ricordo nemmeno l'ultima volta che Tom mi è sembrato così
sereno.« bisbigliò piano la donna, spostando lo sguardo sul figlio maggiore.
Bill si sentì
arrossire ancora di più e il fiato caldo di Tom che gli riscaldava la pelle del
collo non faceva che peggiorare la situazione.
»Ci sei mancato
molto. Gli sei mancato molto.« continuò la madre, carezzandogli
leggermente la testa e portandogli una ciocca di cappelli dietro l'orecchio.
»Vedrò di essere
più presente,« mormorò leggermente Bill e, ignorando la presenza della madre,
carezzò il braccio del fratello.
»Ne sono felice.«
rispose Simone. »Ma siete sicuri di voler venire con noi domani? Gordon ha una
famiglia numerosa ma non c'è nessuno della vostra età, sicuri di voler passare
la notte di Capodanno tra persone adulte e bambini al di sotto dei dieci anni?«
chiese poi, riferendosi ai progetti per l'ultimo dell'anno.
Bill annuì.
»Siamo ancora
distrutti dal fuso orario,« spiegò velocemente. »E poi... lo passiamo in
famiglia, no?« chiese con un sorriso.
Simone lo guardò
con gli occhi lucidi.
»Va bene, allora
ci vediamo domani.« si sporse, baciandoli entrambi su una guancia. »Magari in
tarda mattinata usciamo e facciamo un giro per negozi, che dici?«
»Per me va più che
bene.« rispose il minore con un ghigno.
»Buonanotte... e
sveglia tuo fratello, non potete dormire sul divano.« disse sua madre prima di
alzarsi e uscire dal soggiorno.
Il moro prese il
telecomando e spense il lettore dvd, lasciando che la stanza venisse illuminata
dalla luce bluastra della televisione. Si girò lentamente, osservando Tom e
avvicinando il viso a quello del gemello.
Soffiò
leggermente, sorridendo notando che il biondo storceva il naso infastidito.
Continuò a
soffiare fino a quando non vide l'altro aprire gli occhi.
»Cosa diavolo
combini?« gli chiese, simulando una rabbia che non provava.
»Dobbiamo andare a
dormire.« rispose Bill, circondandogli le spalle con un braccio e stringendosi
al biondo.
»Io stavo già
dormendo.« specificò Tom, ricambiando l'abbraccio.
»A letto.«
puntualizzò il moro, strofinando il naso del fratello con il proprio.
»Ma se andiamo a
letto...« disse Tom prima di stampargli un bacio sulle labbra. »Tu dovrai andare
a dormire nella stanza degli ospiti...« aggiunse appoggiando la bocca contro la
guancia del moro. »E io non voglio.« concluse con un sussurro all'orecchio.
Bill sorrise
contro il collo del gemello.
»Ma non possiamo
nemmeno dormire sul divano, è troppo piccolo.« mormorò allontanando leggermente
il tessuto della maglietta per lasciargli un bacio sotto la mascella.
»Voglio dormire
con te.« piagnucolò Tom, mordendogli leggermente il lobo e facendolo
ridacchiare.
»Dai, domani sera
farò finta di essere ubriaco e crollerò nel tuo letto.« rise Bill, alzando la
testa per dargli un breve bacio, ma il gemello fu più furbo e lo trattenne
allungando il contatto delle loro labbra.
»Lo prometti?«
chiese il biondo staccandosi, le guance leggermente rosse.
Il gemello si
limitò ad annuire e alzarsi dal divano, prima di spegnere definitivamente la
televisione.
*
Bill sghignazzò
entrando in camera, evitando all'ultimo momento di inciampare nel tappeto.
»A quanto pare non
hai avuto bisogno di fare finta, ti sei ubriacato seriamente.« commentò Tom,
entrando dietro di lui e levandosi il giaccone e la felpa.
»Ubriaco? Chi?
Moi? Giammai!« strillò il moro, buttandosi seduto sul letto e litigando con
la zip del giubbotto in pelle.
Il biondo sospirò
avvicinandosi al fratello e aiutandolo a togliersi l'indumento.
»Almeno ci siamo
divertiti stasera.« commentò sedendosi al suo fianco.
»Io no.« sbottò di
scatto Bill.
Il biondo lo
guardò stranito.
»Non ti è piaciuta
la serata?« gli chiese.
Bill scosse la
testa in risposta, schiaffeggiando la guancia del gemello con la punta dei
capelli.
»Perché no?«
Il moro si girò di
scatto verso di lui.
»Non mi hai dato
nessun regalo.« disse secco prima di alzarsi in piedi e percorrere a grandi
passi la camera, fino a fermarsi davanti al balcone.
»Né per Natale, né
per l'anno nuovo. Nulla. Sono arrabbiato.« commentò acido, incrociando le
braccia sul petto.
»Bill, non ci
siamo mai fatti regali di Natale.«
»Non importa. Lo
voglio.«
Tom boccheggiò.
»Ma non ho nulla!«
»Trova qualcosa.«
disse il minore con una scrollata di spalle.
Tom si guardò in
torno, mordicchiandosi il labbro.
»Vabbene.« disse.
»Prendi qualcosa. Una qualsiasi cosa. È tua.«
Gli occhi di Bill
si illuminarono di gioia come fosse stato un bambino di fronte a un'enorme
torta.
»Qualsiasi cosa?«
chiese con un ghigno divertito.
Tom annuì
sorridendo.
Il moro si guardò
intorno. C'erano varie cose interessanti. Tom aveva una discreta collezione di
dvd e cd, avrebbe potuto prendere gli occhiali da sole nuovi, oppure un
qualsiasi videogame, magari gli avrebbe potuto prendere uno dei suoi cappelli
per dispetto.
Si incamminò verso
l'armadio a muro, aprendolo e iniziando a rovistare tra scaffali vari.
»Trovato!« esclamò
dopo un po'.
»Cos'hai preso?«
chiese Tom dal letto incuriosito.
Dopo qualche
istante il moro balzò fuori dall'armadio con addosso una vecchia felpa blu scuro
con le maniche che arrivavano appena ai polsi.
»Bill! Quella
felpa è vecchissima! Puoi prenderne una nuova... ce ne sono di altre, anche più
belle.« commentò divertito Tom, mentre il gemello rideva facendo le giravolte in
mezzo alla stanza.
»Tomi!« si fermò
improvvisamente davanti alla portafinestra che portava sul piccolo balcone
attaccato alla camera di Tom. »Nevica!« esclamò prima di afferrare la maniglia
della porta.
»Bill, nevica da
cinque giorni, ci siamo anche fatti tre ore in più d'aereo per colpa di una
torme... Bill! Cazzo, non puoi uscire senza giubbotto!« disse poi, seguendo il
minore fuori dalla stanza.
Bill era
appoggiato al parapetto con la schiena, la testa alzata verso l'alto e la bocca
aperta.
»Cosa fai?« chiese
Tom raggiungendolo e bloccandolo, appoggiando le mani sulla ringhiera intorno a
lui.
Bill lo guardò con
gli occhi socchiusi. »Volevo mangiare la neve.«
Il biondo rimase
sbigottito prima di sorridere dolcemente.
»Sei uno scemo,«
disse alzandogli il cappuccio della felpa e tirandoglielo sopra la testa. »Non
si può mangiare la neve.« aggiunse poi in un sussurro prima di catturargli le
labbra in un bacio.
Sentì Bill
sorridere contro di lui e non ci pensò un secondo prima di stringerlo a sé e
approfondire il bacio. Il sapore di Bill era sempre lo stesso, anche se poteva
sentire il retrogusto del champagne, ma non gli importava. Era comunque Bill.
»Senti ma,« chiese
staccandosi dal bacio e guardandolo divertito. »Il mio regalo?« domandò
divertito.
Bill lo guardò con
gli occhi spalancati, prima di socchiuderli in uno sguardo felino e ghignare
leggermente, avvicinandosi al suo orecchio per sussurrargli qualcosa.
*
Tom rimase a lungo
imbambolato sul letto con gli occhi sbarrati, cercando di riprendere fiato.
»Guarda che se non
ti riprendi velocemente finirò per montarmi la testa,« bofonchiò Bill con lo
spazzolino in bocca, mentre si appoggiava alla porta del bagno adiacente alla
camera del gemello.
Il biondo lo
guardò con gli occhi sbarrati, balbettando un povero »Bill... tu... hai...«
senza nemmeno riuscire a concludere la frase.
Il moro si chinò
sopra di lui.
»Lo so,« disse
lasciandogli un'ombra di dentifricio sulle labbra. »Mi ami.« aggiunse prima di
rimettersi lo spazzolino in bocca e ritornare in bagno.
Tom leccò via la
schiuma mentolata e ripensò a quello che era successo poco prima.
»Bill?« lo chiamò
piano.
»Sì?« chiese il
moro, facendo sbucare la testa dalla porta.
Il gemello lo
guardò per un po', prima per chiedergli maliziosamente. »Avrò un regalo anche
per il capodanno cinese?«
Note finalissime:
Signore, è finita
XD
Dopo sei
mesi, lo special natalizio si conclude XD
Doveva essere
porno – è fluff; doveva essere scritta da liz – l’ha scritto Ana (in circa 3
ore, il che è un record personale); doveva essere scritta a luglio – siamo
ancora a giugno; doveva essere la fine del ciclo di Miles Away – non lo è.
Vorrei ringraziare
tutte quelle che hanno letto, che seguono sto bordello di seghe mentali (e non)
da quasi un anno e vi do appuntamento a... non so quando... ma al primo capitolo
di *rullo di tamburi* Perfect Shade Of Dark Blue, sottotitolo: Konstantine
(sottosottotitolo: Vediamo se riusciamo a far piangere meg).
PS: non
saltate alle conclusioni guardando il banner. Non è come sembra.
PS2: mentre posto
su viva passa Love song di Sara Baraeilles... vi rendete conto che mentre
scrivevo il capitolo mi cantavo ‘I’m gonna write you a FLUFF FIC, cause you
asked for it...’
Certe volte il destino mi fa paura.
PS3:
Premettendo che mi sento molto J.K. Rowling a spiegare una cosa a storia conclusa. E' colpa mia che mi sono scordata di mettere alcune battute che avrebbero fatto capire meglio quale sia stato il regalo. Ma le ragazze che l'hanno letta in anteprima hanno detto che si capiva, quindi chiedo di nuovo scusa. In ogni caso, Bill ha fatto un pompino a Tom. Ecco il regalo U.U