Capitolo Bonus
Troppo carina
Incredibile, era agitato. Non l’avrebbe mai ammesso davanti agli altri, ma sì, davanti a sé stesso poteva permetterselo. E non era una cosa che si sentiva addosso solo da quella mattina, o dalla sera prima, sarebbe stato concepibile. Erano mesi, ovvero da quando Kagome aveva messo in testa a Rin quell’idea e lei aveva cominciato a farsi insistente, per quanto sempre con pacata dolcezza, tanto che alla fine lui aveva accettato di concederle tutto, confezionandole perfino una proposta coi controfiocchi, che si sentiva così! Mesi! Sconvolgente.
- Che hai?
Suo fratello gli mise una mano sulla spalla. Lui si voltò a guardarlo. Per l’occasione, s’era vestito elegante – logico, visto che era il testimone! – ed aveva raccolto i lunghi capelli in una coda.
Per quanto Sesshomaru potesse sbuffare all’idea, lui e suo fratello erano legati, ormai se n’era accorto, dunque aveva smesso di stupirsi quando, ultimamente con sempre maggior frequenza, lui riusciva ad indovinare i suoi stati d’animo.
Sapeva che fingere di non avere nulla sarebbe stato completamente inutile, perciò neanche ci provò.
- Ma che diavolo sto facendo…?
- Sai? Me lo chiedo anch’io, Sesshomaru. Rin è troppo carina per te…
- Bada a come parli… - ringhiò voltandosi di scatto verso Inuyasha, il quale si limitò a rispondere con un ironico ghigno di sfida.
- Che sta succedendo qua?
- Niente di particolare, Kagome… Sesshomaru si sta solo facendo prendere da dubbi e ripensamenti…
La donna sorrise, condiscendente.
- Regolare! Anche Inu ha fatto così il giorno delle nostre nozze, e guardaci adesso!
Il fratello minore cambiò colorito.
- M-Ma…! Che dici, Kagome? Chi ti ha detto queste idiozie? Io non ho mai, mai…
- Miroku-san ha detto tutto a Sango-chan, caro… ma perché tremi? Non è davvero il caso, non ce l’ho con te!
Con un involontario mezzo sorriso, Sesshomaru distolse lo sguardo dalla “coppietta tubante”, cercando di concentrarsi su ciò che stava per accadergli.
- Che cos’è quel ghigno? – chiese una voce cristallina dalla sua destra, - Guarda che oggi vorrei vederti sorridente almeno una volta!
Spalancò gli occhi d’ambra sulla ventunenne Rin che, rigorosamente in bianco, già ridacchiava al suo fianco, tenendo le braccia incrociate dietro la schiena, in una posa fanciullesca che sembrava negare apertamente la sua maggiore età.
E nel guardarla in quel momento, così vera, così pura, così abbagliante, non ebbe più alcun tipo di dubbio.
**
- Visto, Inuyasha? E’ andato tutto a posto, alla fine! E’ sempre così, quando ci si ama davvero! – disse Kagome con sguardo sognante.
- Sarà… io però continuo a non essere convinto…
- E perché mai?
Gli occhi della donna rispecchiavano una fiducia totale in ciò che stava accadendo, come l’avesse predetto da sempre ed avesse avuto tutto il tempo per accettare l’idea.
- Bè, ma guardala! Lei è così carina! E lui è così burbero! Siamo sicuri che la farà felice?
Kagome rise.
- Inuyasha, tu mi credi carina?
- E che c’entra?
- Rispondimi, dai!
- Bè… decisamente sì!
- E tu… tu non ti credi burbero?
- …
- Non ti sembro più che felice, io? – disse avvicinandolo e lasciandogli un lieve bacio sulle labbra.
- Mamma! MAMMA!
- Yo-Yoichi! – disse Kagome voltandosi verso lo scricciolo in smoking che, facendo ondeggiare i lunghi e morbidi capelli castani – erano diventati più scuri, col tempo – correva a perdifiato verso di lei.
- Che è successo?
- Zia Sango sta pestando zio Miroku! Hanno sporcato di sangue il cuscinetto delle fedi!
- Oh, accidenti! Ed ora come si fa?!
- Ha, ecco, vedi? – s’intromise Inuyasha con un sorrisetto di sufficienza, - Anche Sango è carina, e Miroku è burbero, e guarda qui!
- Papà, zio Miroku non è burbero, è solo stupido…
- Yoichi, che modi sono?! Adesso piantatela di battibeccare! Yoichi, vieni con me, dobbiamo trovare un cuscinetto pulito prima che sia troppo tardi!
**
Con un sorrisetto soddisfatto, anche se esausto, scivolò tra le lenzuola bianche, raggiungendo l’uomo disteso vicino.
- Dormi? – chiese intrecciando con le sue le dita di una mano, mentre gli si stringeva contro.
- No. – rispose lui stringendola a sua volta.
- Ehi… te la ricordi?
- Cosa? – la interrogò, guardandola con lieve curiosità.
- Ma come “cosa”?! – sbottò lei assumendo un’espressione corrucciata, - La nostra prima volta insieme!
- Certo che me la ricordo. – rispose lui con naturalezza, - Che domande sono?
Lei sorrise, poggiandogli il capo sul petto.
- Su questo stesso letto.
- Dopo una nuotata in piscina.
- Bagnando ovunque.
- La moquette rovinata.
- Anche le lenzuola di seta.
- C’era fresco, in questa stanza.
- Fuori c’era il venticello che mi piace tanto.
- Le tende bianche…
- Sì. – lo baciò sulle labbra. – Volteggiavano ovunque.
Gli si abbandonò addosso, godendo del contatto fra le loro pelli.
- Sesshomaru… sono felice… - disse chiudendo gli occhi, commossa.
Lui si chinò verso di lei, sfiorandole le guance con le labbra, raccogliendo al passaggio tutte le lacrime.
- Rin… - confessò nascondendole il viso sulla spalla e già baciandola, - Potrei vivere anche solo per sentirtelo ripetere.