WHITE AS SNOW
“Come quando eravamo ragazzini”, gli ha detto Bono con quel suo sorriso da
criminale, “dai, solo io e te, come ai vecchi tempi”. Larry ha pensato – per un
attimo – di rispondergli “guarda che noi non abbiamo dei vecchi tempi comuni che
siano solo nostri, a parte quelli risalenti ad un periodo che fatico a ricordare
senza piangere ancora oggi. Non confondermi con Edge”. Ma poi Bono ha sorriso
ancora, e c’è poco da fare quando Bono ti sorride così.
- Ti ricordi quando da ragazzini andavamo a caccia nel bosco? – chiede Bono
adesso, la luce del falò che si riflette nei suoi occhi sveglissimi che scrutano
con attenzione la cupola delle fronde degli alberi, che li sovrasta ed oscura
loro la visuale su un cielo che sanno gravido di stelle, belle come puoi vederle
solo quando tutte le luci che hai intorno sono naturali. Niente lampioni, niente
torce, solo il fuoco e la luna enorme a vegliare sopra tutti come una mamma
stanca e pallida.
- Che fai, ti autociti? – lo prende in giro lui, ridendo piano. La voce di Bono
gli fa eco in una risata spaventosamente simile alla sua. – E poi mica ci venivi
con me a caccia nel bosco. Era tuo fratello, quello.
- Stronzate. – ride Bono, la voce appena strascicata e l’alcool che comincia a
fare effetto scaricandogli addosso una sonnolenza figlia in parte anche della
scarpinata e della fatica che hanno fatto per montare una tenda che non
useranno. I sacchi a pelo sono comodi e caldi, nessuno dei due ha voglia di
uscirne per trascinarsi dentro. La mattina li ritroverà congelati, ma non è un
vero problema, adesso. – Ricordo di aver già dormito in un sacco a pelo con te.
– continua Bono, improvvisamente più serio, - Lo ricordo distintamente.
Larry lascia riaffiorare alla memoria la sua cameretta, quella in cui dormiva
quando era solo un ragazzino, e le confuse immagini di Bono che entra dalla sua
finestra – un pischello esaltato con una massa di capelli improponibili sulla
testa – tirandosi dietro due sacchi a pelo e strillando “ti faccio compagnia, ti
faccio compagnia!”, per poi trascinarlo giù in giardino e costringerlo a dormire
all’addiaccio mentre suo padre li guardava dalla finestra, gli occhi colmi di
lacrime e tutta la tristezza di un uomo rimasto solo troppo presto chiusa nel
cuore.
- Sì, forse. – risponde quindi, vago. Chiude gli occhi e prova a dormire, ma
Bono è al suo fianco due secondi dopo, chiede spazio, lo pretende, lo
conquista, e Larry gli lascia fare come gli ha sempre lasciato fare anche
troppe cose, compreso l’usurpargli il posto di leader della band – posto perso
probabilmente prima ancora di appendere quell’infausto bigliettino a scuola,
posto quasi sicuramente mai neanche avuto – e sospira pazientemente mentre Bono
gli si arrotola addosso e si struscia piano contro il suo fianco, in un misto di
invadenza e discrezione che, davvero, è il prodotto finale di una ricetta che
solo lui riesce a preparare in maniera convincente.
- Come quando eravamo ragazzini. – insiste Bono, accarezzandolo piano da sopra
il tessuto ruvido dei jeans. La sua mano è ghiacciata e Larry stringe forte i
denti quando s’intrufola fra la stoffa e la pelle, accarezzandolo piano, - Te lo
ricordi?
Se lo ricorda. Sì, se lo ricorda. Chiude gli occhi e cerca le sue labbra, Bono
gliele concede perché nelle lunghe notti che ha passato a distrarlo quando erano
solo dei ragazzini, dopo la morte di sua madre, c’era anche questo. Fra i giochi
e le battute c’erano anche le carezze e i baci e allarga solo un po’ le
gambe, Larry, Cristo quanto sei rigido, sciogliti un po’, e Larry si ritrova
tutto questo addosso, Dio, vent’anni dopo, e non sa che farne, perché per un
periodo s’è perfino illuso di averle sognate, tutte queste cose. E invece no,
c’erano state. Erano ancora lì, pronte ad approfittarsi di lui al primo momento
di debolezza.
Trattiene il respiro venendo fra le sue dita, si stringe a lui con un impeto
tutto nuovo, amplificato dall’età che non è più la stessa, perché un conto è
schiacciarti contro qualcuno quando hai diciassette anni e hai paura di tutto,
un altro è schiacciarti contro quella stessa persona quando di anni ne hai
quarantotto e non hai più paura di niente.
- Solo una volta, Mullen. – chiede Bono, slacciandogli i pantaloni e registrando
appena il suo cenno d’assenso, - In onore dei vecchi tempi.
In onore dei vecchi tempi, sì. Larry si chiede solo quando diventeranno
vecchi davvero.