United Stars

Dall’autrice. Waaaaaah!!!!!!!! Sicuramente vi starete chiedendo il perché di quel mio urlo all’inizio... ebbene, sono felice! Si! Davvero felice! Perché per me è un assoluto onore potere scrivere una fic sul mio manguccio preferitooooo! Slammy!!! Sappiate che considero quest’opera una sorta di torta Savoia dei manga. Una cosa davvero meravigliosa. Le emozioni che mi ha fatto provare il MANGA di Slam Dunk sono paragonabili a quelle che mi ha dato l’ANIME di Evangelion (questo suppongo sia perché il manga di Eva è ben lungi dall’essere capace di dare emozioni a chicchessia...-_-“). Per cui lo sapevo che prima o poi sarebbe successo: prima o poi anche io avrei scritto una fic su Slammy!!! La mia tredicesima fanfiction! Dicono che il tredici sia un numero che porta male... speriamo di no... Ma non siamo qui per parlare di scalogna!!! Dovete sapere che io ricevo ispirazioni per le mie fanfiction da varie cose: guardando film/telefilm/anime, leggendo libri/manga, ascoltando musica o più raramente sognando. Il caso di United Stars è proprio l’ultimo, il più raro (incredibile ma vero!!!): una notte mi sono sognata la coppia principale della fanfic e l’inizio... Però United Stars nasce anche da un’attenta riflessione: è mai possibile (mi sono chiesta un giorno) che tutte le fic sulla rete di Slammy siano o yaoi o con trecentomila OC che fanno innamorare tutti quanti di sé (non ho nulla in contrario con i precedenti tipi di fic...)? Possibile che non sia possibile (evvai con i giochi di parole!!!-_-“) scrivere una fanfiction su questo manga senza necessariamente aggiungere OC? Si. E’ impossibile. Tanto che io stessa in questa fic ho aggiunto un personaggio mio...^_^”... in ogni caso, chi abbia letto la mia Fanfiction Megacrossover sa già che coppia aspettarsi qui... Ora vi lascio, buona lettura!

Lisachan

Prologo

Feelings

 Non saprei dire quando ho cominciato a provare questo tipo di sentimento.

Ancora peggio, non saprei dire quando ho iniziato a sentire qualcosa per te.

Se me lo chiedessero probabilmente non risponderei, o direi “Un giorno qualunque”, che poi alla fine non sarebbe così lontano dalla verità come concetto. Esatto, ho iniziato ad amarti un giorno qualunque, in un momento qualunque. Credo che tu stessi distribuendo a destra e a manca asciugamani come al solito, rilasciando complimenti e sorrisi ad ogni gesto. Improvvisamente sentii dentro di me una voglia sfrenata di sentire quei complimenti solo per me. La tua voce doveva parlare per me, i tuoi occhi dovevano guardare solo me, i tuoi larghi sorrisi dovevano essere solo miei. Tu sei sempre stata quella che ci incitava, che ci teneva uniti come squadra... la nostra manager, insomma. Da qual giorno il mio egocentrismo peggiorò. Facevo intere azioni da solo, e grazie al mio talento non sbagliavo mai. Una vera fortuna per la squadra. Così credevo di avere avuto successo: se solo io avessi fatto tutto tu ti saresti potuta complimentare solo con me, mi sembrava un ragionamento logico che non faceva una grinza.

Accidenti se mi sbagliavo.

Tu cominciasti a trattarmi in maniera scontrosa, fino a quando un pomeriggio mi rimproverasti.

- Dovresti smetterla di giocare da solo! Questo è un gioco in squadra, se continui così ti farai odiare dagli altri!

Non sono ancora riuscito a capire se, quando mi dicesti quelle cose, eri preoccupata per me o per l’unità della squadra. Pensandoci bene neanche mi importa. Soprattutto perché dopo quel giorno la smisi di giocare solo. Cioè... non è che proprio smisi, ma tornai ad un livello più accettabile. E però le tue urla di gioia sono diventate una specie di droga per me. Ogni volta che qualcuno segna, chiunque esso sia nella nostra squadra, tu ti alzi ed urli. Hai una bella voce anche quando gridi, sai? Da quando mi sono accorto di questo tuo movimento che sembra quasi involontario talmente è immediato, ogni volta che sto per fare canestro getto lo sguardo dietro di me, verso la panchina, per guardarti mentre esulti. Facendo finta che tu stia esultando solo per me. È una cosa molto triste, ma non mi importa.

Anche adesso ti sto guardando. Tu non mi vedi, ma io ti sto guardando. Corro e ti guardo che dialoghi affettuosamente con quel gruppo di folli della banda di Sakuragi.

Anzi, no. Io ti guardo mentre dialoghi affettuosamente con chiunque. Credo sia una tua prerogativa guadagnarti la stima, la fiducia, la simpatia delle persone. Ci riesci con una facilità disarmante. Con me non parli mai in quella maniera, ma questo, devo ammetterlo, è soprattutto colpa mia. Quando c’è stata la rissa con la banda di teppisti capitanata allora da Mitsui, è stato solo un caso che Miyagi sia saltato addosso a quello che ti aveva picchiato, prima che fossi io a massacrarlo di botte. Forse pensandoci adesso seriamente è lì che è nato il mio affetto per te... ma tanto è inutile pensarci, fra due ore starei di nuovo a chiedermi se tu abbia cominciato a piacermi alle medie, all’inizio dell’anno, dopo quella partita, dopo quell’altra, prima di quell’altra ancora...

- Rukawa! Che fai dormi?

- Mh...

Capitano rompiballe... stavo pensando, accidenti!